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San Giorgio su Legnano (San Giorgiu in dialetto sangiorgese) è un comune italiano di 6.661 abitanti della provincia di Milano in Lombardia.
Si trova nella pianura padana a nord-ovest di Milano, da cui dista 30 km circa, in prossimità dell'avvallamento in cui scorre il fiume Olona. Situato altimetricamente in posizione leggermente più elevata della confinante Legnano (di qui la preposizione "su" nel nome) è uno dei Comuni più piccoli della provincia di Milano.
Le testimonianze archeologiche più antiche rinvenute a San Giorgio su Legnano sono costituite da necropoli romane, la cui datazione corrisponde alla prima età imperiale (I sec. a.C. - I sec. d.C.).
Il primo accenno documentato che nomina la comunità sangiorgese si riferisce ad un'iscrizione scolpita su alcuni mattoni datati 1393 su cui è impressa il nome "Sotena" (o "Sotera"). Sono stati ritrovati durante gli scavi per la costruzione chiesa del Santo Crocifisso (1769). Il nome del borgo appare come "Cassina di San Giorgio" sulle mappe nell'epoca dei Borromeo, prima di diventare definitivamente "San Giorgio su Legnano", nel 1862.
Sullo stemma araldico si trova l'immagine di San Giorgio che uccide il drago, con la scritta "Sotera" in oro. Una diffusa paretimologia di questa scritta, che ha corso tra gli abitanti della zona, vorrebbe che questa parola fosse un rimando all'esistenza "sottoterra" dei caduti della battaglia di Legnano, che sarebbero stati qui sepolti, oppure un'allusione alla necropoli romana.
Geografia fisica
Territorio
San Giorgio su Legnano è stato per secoli un paese agricolo, il cui terreno sassoso ha fornito il materiale per la costruzione delle cascine locali. Originariamente il territorio era ricoperto da groane. Era quindi una zona in cui crescevano spontaneamente soltanto cespugli, data la bassa fertilità del terreno. Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione ad opera dei contadini, e alla costruzione di canali artificiali, è stato possibile rendere coltivabile il territorio sangiorgese. Un tempo vaste aree erano coltivate e la flora delle zone boscose era composta prevalentemente da farnie, carpini, castagni, noccioli, platani, frassini, querce, pioppi, olmi, aceri ed ontani.
Il primo accenno documentato che nomina la comunità sangiorgese si riferisce ad un'iscrizione scolpita su alcuni mattoni datati 1393 e ritrovati durante gli scavi per la costruzione chiesa del Santo Crocifisso (1769), come testimoniano alcune note dell’archivio parrocchiale: « Questa Chiesa essendo stata atterrata nel rifabbricarne una nuova nel 1769 si ritrovarono nei fondamenti due grandi mattoni sui quali il Conte Giorgio Giulini scrittore ha letto la seguente iscrizione: "MCCCLXXXXIII (1393) Die XXVI maii Fond.e prima Hae Ecclesia Hedificata per Comunem Istum Sotene ad Honorem dei Santi Georgii Quam Segrata Fuit per Dominum Archiepiscopun", (ossia, "1393 - 26 maggio - è la prima chiesa costruita in questo Comune Sotena a Gloria di Dio e di San Giorgio e fu consacrata dal Reverendo Arcivescovo")» .
Il Comune faceva parte, fino agli anni venti, del circondario amministrativo di Gallarate e del mandamento di Saronno.
Dalla Preistoria al Medioevo
Le testimonianze archeologiche più antiche rinvenute a San Giorgio su Legnano sono costituite da necropoli romane, la cui datazione corrisponde alla prima età imperiale (I sec. a.C. - I sec. d.C.). Le tombe più antiche risentono fortemente dell'influenza celtica, non essendo ancora completo il processo di romanizzazione. Nel complesso, a San Giorgio su Legnano, sono state scoperte tre necropoli romane.
A parte la citata iscrizione su un mattone, non si hanno notizie scritte della comunità sangiorgese del medioevo. Nel registro delle chiese del Liber notitiae sanctorum Mediolani, che descrive il contesto religioso in epoca medioevale, San Giorgio non è ancora presente. Fino al XIV secolo San Giorgio su Legnano era dunque un piccolo gruppo di case che non aveva ancora una chiesa propria. L'unica testimonianza tangibile della San Giorgio di questa epoca è una finestra a sesto acuto, con bordo in cotto, presente in un edificio prospiciente la piazza principale, la "casa della regina".
La battaglia di Legnano potrebbe essere stata combattuta anche sul territorio sangiorgese. Una delle cronache della famosa battaglia (29 maggio 1176), gli Annales di Colonia, contiene un'informazione che indica dove probabilmente fosse il Carroccio, e dunque la zona precisa dove è stato combattuto lo scontro: perché nessun combattente potesse fuggire, i Lombardi "aut vincere aut mori parati, grandi fossa suum exercitum circumdederunt" (ossia "collocarono il proprio esercito all'interno di una grande fossa").
Questo potrebbe significare che la famosa battaglia potrebbe essere stata combattuta sul suolo sangiorgese in prossimità del quartiere di Legnano "costa di San Giorgio", oppure nei pressi di "San Martino" a Legnano, non essendo, in altre parti della zona, individuabile un avvallamento con queste caratteristiche.
Una leggenda popolare narra che ai quei tempi una galleria sotterranea metteva in comunicazione San Giorgio su Legnano al Castello di Legnano, e che per questo cunicolo l'Imperatore Federico I Barbarossa riuscì a fuggire ed a salvarsi dopo la disfatta nella famosa battaglia. Nel XX secolo, durante degli scavi, furono effettivamente trovati dei tronconi di una galleria sotterranea molto antica. Il primo, non lontano da San Giorgio su Legnano, fu esplorato da uno degli operai che lo riportarono alla luce. Venne persuaso dall'esplorazione, dopo aver percorso 5 o 6 metri, a causa di un filato di vento gli spense la candela. Un secondo troncone verso Legnano fu scoperto e subito ostruito dall'Amministrazione comunale per ragioni di sicurezza.
Una leggenda narra che i Reali d'Inghilterra, durante un loro viaggio verso l'Oriente nel XIII secolo, sostarono a San Giorgio su Legnano.
Dal Medioevo al XVIII secolo
Durante il Medioevo San Giorgio su Legnano era al confine tra i contadi del Seprio e della Burgaria, due contee dipendenti dalla marca di Lombardia. All’epoca la comunità dipendeva sia per l'aspetto civile, sia per quello religioso dalla Pieve di Parabiago. Già dal XVI secolo San Giorgio su Legnano aveva un sindaco, anche all’epoca rappresentante della collettività. Al sindaco era affiancato un cancelliere le cui funzioni erano simili a quelle dell'odierno segretario comunale. Tra i vari compiti, teneva in casa propria l'Archivio comunale. Nel 1558, come risulta dal catasto spagnolo, risulta che il Comune era composto da undici cortili. Era quindi ancora un borgo di modeste dimensioni.
Un aspetto molto importante del XVII secolo era l'infeudazione. Durante questo secolo il governo spagnolo mise in vendita all'asta molti feudi, cioé terreni sopra ai quali il compratore, divenuto così feudatario, poteva vantare dei diritti politici, economici e sociali. Le comunità avevano la possibilità di riscattare la terra pagando una quota stabilita, e San Giorgio ottenne il riscatto nel 1648, indebitandosi per 3.000 lire con Francesco Castelli, proprietario terriero. Due anni di cattivi raccolti misero però in ginocchio l'economia della comunità sangiorgese, che non fu più in grado di restituire la somma avuta, al punto da chiedere di essere infeudata da Camillo Castelli, figlio di Francesco, nel frattempo defunto.
L'infeudazione ebbe luogo il 10 novembre 1656 per una somma di 3.430 lire. San Giorgio su Legnano restò feudo dei Castelli fino al 1780, con la morte del cardinale Giuseppe Castelli, ultimo discendente della famiglia.
Per un'idea più precisa delle dimensioni del Comune si dovrà aspettare il XVIII secolo. Il 20 novembre 1721, una squadra di rilevatori e disegnatori coordinata dal geometra Benito Corradini, iniziava i lavori necessari alla misurazione del territorio di San Giorgio su Legnano, come stabilito dal Regio Decreto emanato dall'imperatore Carlo VI, il monarca austriaco subentrato agli spagnoli nel dominio del Ducato di Milano. Insieme ai rilievi topografici, furono censiti gli abitanti e catalogate tutte le proprietà immobiliari. Furono necessari otto giorni per terminare i lavori, che diedero come risultato una mappa in scala 1:2000 con i confini del Comune, gli appezzamenti di terreno e i profili degli edifici. La mappa originale è oggi conservata presso il municipio. Gli abitanti di San Giorgio su Legnano, al 16 marzo 1730, erano 777 e risiedevano in 60 cortili. I proprietari di beni rurali e immobiliari erano 58, e l'estensione dei terreni del Comune ammontava ad un totale di 3.133 pertiche milanesi.
Dal XVIII secolo ad oggi
Questo periodo fu caratterizzato dalla profonda trasformazione del sistema produttivo sangiorgese. Si passò da un’economia agricola ad una industriale. Le coltivazioni agricole erano molto variegate. Le principali colture erano cereali (miglio e frumento), la vite ed il gelso, che è alla base dell'allevamento dei bachi da seta. Oltre alla coltura di cereali, l'economia di San Giorgio su
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